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Tanzania e la febbre Rift Valley
Si aggrava il bilancio
Lo ha reso noto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms/Who), aggiungendo che – tra il 13 gennaio e il 3 maggio – la malattia, trasmessa dalle zanzare e che nella grande maggioranza dei casi si manifesta come una seria influenza ma superabile, ha colpito in modo grave 264 persone con un tasso di mortalità tra esse del 41%, incluso per complicazioni quali meningite.
In genere sono i bambini, gli anziani e le persone denutrite ad ammalarsi più gravemente.
Sono trascorsi quasi 10 anni dall’ultima epidemia della febbre della Rift Valley in Tanzania. La stessa malattia ha provocato nel vicino Kenya 684 casi gravi – di cui 155 mortali – tra il 30 novembre e il 12 marzo e altri 114 contagi e 51 morti in Somalia tra dicembre e febbraio. Diagnosticata per la prima volta a metà dicembre in Kenya, la malattia prende il nome dalla grande spaccatura delle placca tettonica africana che taglia in due il continente da sud e termina tra il Kenya e l’Etiopia. L’epidemia viene trasmessa all’uomo dagli animali da allevamento, come capre e mucche, perlopiù attraverso la puntura di insetti infetti, o per ingestione d’acqua contaminata dal bestiame portatore del virus. Il diffondersi della malattia coincide solitamente con il periodo di forti piogge che, a partire dalla metà di ottobre, hanno provocato in questa regione africana alluvioni, decine di morti e migliaia di sfollati.
10/05/2007 - Fonte: MISNA

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