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Kenya: news dal Monte Elgon
Gli sfollati cominciano a tornare a casa
“Cinquecento famiglie nella zona di Kospiro e 2500 a Cheptais stanno tornando alle loro case” dice alla MISNA Albinus Muga, direttore della Commissione giustizia e pace della diocesi di Bungoma; si stima che la crisi scoppiata alla fine del 2006 abbia messo in fuga 7-8000 famiglie (50-60.000 persone). “I membri della Sabaot land defence force (Sldf) si stanno arrendendo alla spicciolata, presentandosi alla polizia e all’esercito; non sappiamo però cosa gli accade una volta arrestati perché nessuno può entrare nelle caserme” continua Muga. Ieri l’esercito ha enunciato che 71 appartenenti al gruppo che ha terrorizzato la popolazione locale, sull’onda delle proteste per un controverso piano governativo di distribuzione della terra, si sono arresi da quando, il 16 maggio, è stato ucciso in un’operazione il loro capo, Wycliffe Kirui Matakwei. “La situazione complessiva è molto migliorata – continua Muga – non ci sono stati più attacchi delle Sldf, l’esercito non sta più facendo rastrellamenti indiscriminati, e ci si può muove con più libertà. Domani partiremo per Cheptais con un carico di cibo e beni di prima necessità per gli sfollati che sono lì”. A marzo l’esercito ha lanciato una massiccia operazione militare in cerca delle Sldf, con metodi molto criticati dalle organizzazioni per i diritti civili e la stessa Commissione nazionale per i diritti umani che hanno accusato i militari di torture e omicidi extragiudiziali. Le violenze, innescate da una annoso problema di riforma agraria, hanno provocato oltre 500 morti sul Monte Elgon, di cui una parte uccise nelle agitazioni post elettorali che raggiunsero anche questa regione al confine con l’Uganda innestandosi sui problemi locali.
27/05/2008 - Fonte: MISNA

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