L'idea di questo campo era quella di portare dei giovani all'interno della realtà missionaria di Kasumo, i quali, oltre a realizzare, grazie all'apporto di due tecnici specializzati, l'impianto elettrico in uno degli edifici della scuola secondaria attualmente in costruzione, entrassero in contatto diretto con la gente e la vita di Kasumo.
Per primi sono partiti dall'Italia i due elettricisti Nicola e Andrea. Questi con l'aiuto di alcuni "vibarua" (manovali) del luogo hanno iniziato i lavori in quella che sarà l'abitazione del Preside della suddetta scuola.
A loro si sono poi aggiunti il primo agosto 2002 sette persone: Giocondo, direttore della Caritas di Assisi ed organizzatore del campo, don Maurizio, Enrico, Matteo, Cinzia, Alessia e Barbara. Il gruppo si è completato il 4 agosto con l'arrivo di altri sette: Graziella, Mirella, Alessia, Nicoletta, Piero, Eleonora e Ornella.
Sono così proseguiti i lavori relativi all'impianto elettrico e, oltre a questo, sono stati realizzati scavi e pozzetti per le tubature necessarie all'impianto della struttura scolastica vera e propria.
Parallelamente a questo è stato potenziato il sistema di alimentazione elettrica dell'abitazione delle missionarie F.A.L.M.I. mediante l'installazione di nuovi pannelli solari.
Sempre con l'apporto dei "vibarua" locali sono stati realizzati gli scavi e i pozzetti che verranno utilizzati per l'installazione di un impianto elettrico nell'edificio del "maendeleo" (struttura per l'insegnamento dello sviluppo), edificio che sarà opportunamente ristrutturato a completamento del complesso scolastico.

Tali attività sono state condotte in contemporanea con altre iniziative che ci hanno visti partecipare in maniera diretta alla vita della missione. In particolare, ci siamo alternati nell'aiutare le missionarie nella distribuzione dei viveri ai più poveri, mentre altri, specie la dottoressa Eleonora, si sono dedicati alla visita dei malati e alle vaccinazioni dei bambini nell'edificio del dispensario.
Nostra scelta è stata quella di partecipare ogni giorno alla S. Messa del mattino nella chiesa parrocchiale di Kasumo e di dedicare, all'interno della giornata lavorativa, almeno due ore ai bambini del villaggio con i quali tutti noi, senza limiti di età, abbiamo cantato e giocato.
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Con loro abbiamo avuto modo di trascorrere interi pomeriggi con favole, giochi e preghiere grazie all'idea di organizzare una sorta di oratorio per i bambini dai 6 ai 12 anni di età.
Preziose per noi sono state le visite al villaggio. In tali occasioni abbiamo potuto incontrare la gente nelle loro case e sentirci così calorosamente accolti e benvoluti.
Oltre alla gente di Kasumo poi abbiamo avuto modo di incontrare gli abitanti di altri due villaggi, Katundu e Kajana, in occasione dell'inaugurazione delle rispettive chiese succursali, nelle quali una nostra compagna, Alessia, ha dipinto il basamento dell'altare.
Abbiamo partecipato alla celebrazione e successivamente siamo stati ospitati al pranzo e accolti con balli e danze da parte di tutta la comunità: bambine, donne e uomini.
Le nostre serate sono sempre state arricchite dalla presenza di persone che ci hanno donato il raccolto della loro vita.
Abbiamo incontrato i catechisti di Kasumo, i padri, due donne e due giovani del villaggio, ed anche le suore missionarie dell'ospedale di Kabanga, brother Theo, confratello dei Padri Bianchi, di cui abbiamo visto l'officina e la diga; una giovane coppia inglese, Paul e Lisa, che da due anni e mezzo ha scelto di trasferirsi in Tanzania. Lisa per far servizio nell'ospedale di Kabanga, Paul per lavorare nei campi profughi del Congo.
Infine, sono stati ospiti il vescovo di Kigoma e padre Ryan, missionario spiritano che dirige il cantiere della scuola.
"Non dimentichiamo in particolare le Missionarie F.A.L.M.I. Angela, Anna Maria e Luigia che con la loro vita oltre che con i loro racconti ci hanno testimoniato l'amore che hanno per Dio e per la gente di Kasumo.
Matteo Gorini